Nuraghe Dronnoro

La civiltà nuragica ebbe inizio nel 1800 a.C. e a Fonni presenta ricche testimonianze. Sono stati rinvenuti, infatti, 45 nuraghi di cui 4 del cosiddetto tipo a corridoio, 18 villaggi con oltre 1000 capanne; 25 tombe dei giganti. La disposizione razionale dei nuraghi potrebbe rappresentare un sub-sistema difensivo. Queste torri sono situate sulle alture a guardia delle vallate dalle quali potevano penetrare popolazioni ostili.Queste torri sono situate sulle alture a guardia delle vallate dalle quali potevano penetrare popolazioni ostili.

Il nuraghe più noto è quello di Dronnoro ben visibile dall'abitato. La struttura si presenta a falsa volta ( tholos ) e a corridoio. Fra gli altri: il nuraghe Nostra Signora del Monte a 1253 metri è fra i più alti della Sardegna; il nuraghe Logomake, restaurato dall'archeologo Lilliu; Massiloi, Mastala, Maria; Orrui, Talesso, Sa Viuda, tre nuraghi in località Gremanu e due a Madau. L'archeologia ufficiale ha rivolto particolare interesse alle tombe dei giganti per la peculiarità dei fregi a dentelli, come quella di Bidistile e quelle facenti parte della necropoli di Madau, a quindici chilometri dal paese, sulla strada per Pratobello. Non molto distante, nella vallata di Gremanu, 10 chilometri da Fonni, è stato portato alla luce un Acquedotto nuragico, ritenuto un "unicum" in Sardegna dall' archeologa Fadda. Il monumento è costituito da quattro pozzetti, collegati da un sistema di canalette di trachite da una vasca ( 3 metri per 2 ) . Tale costruzione, risalente al al Bronzo tardo, serviva un villaggio sottostante, ma poteva avere anche un uso cultuale. A duecento metri è ultimamente venuto alla luce un tempio nuragico, la cui tipologia pare che non trovi riscontro nell' isola e in tutto il bacino mediterraneo.

Nuraghe Biaceddu interno

Tombe dei giganti loc. Madau
Predas Fittas loc. Urrui

Gremanu panoramica

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